37 EURO AL GIORNO? QUESTO SINDACO NON LI DA AI PROFUGHI, MA AGLI ITALIANI IN CRISI! ECCO COME HA FATTO

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L’iniziativa del sindaco di Telgate: “Ci sono tante famiglie in difficoltà. È giusto che anche a loro vada quello che stanziamo per i profughi” LEGGI ANCHE Altre decine di comuni si ribellano
Una lettera ed un modulo allegato. Nella lettera, poche parole, chiare: «Caro concittadino, ti invito a compilare l’allegato modulo in modo che io mi adoperi affinché lo Stato si faccia carico delle tue necessità e chiedere allo Governo Italiano, anche per te, lo stesso trattamento economico di 37 euro giornalieri, che viene riservato a tutte le persone richiedenti lo status di profugo, che ormai quotidianamente arrivano nelle nostre regioni, grazie alle infelici operazioni Mare Nostrum, Frontex e ora Triton». Firmato il sindaco di Telgate (Bergamo), Fabrizio Sala. Il modulo in questione pone alcune semplici domande, dati di identità, codice fiscale e la dichiarazione di «avere una situazione socio economica di fragilità dettata da reddito pensionistico,disoccupazione, cassa integrazione, mobilità o altro». Si tratta di un modello simile a quello che i Comuni usano per le esenzioni da tasse verso i cittadini indigenti. Va compilato e poi rispedito, con gli allegati, (o riconsegnata a mano entro e non oltre venerdì 04 settembre 2015), all’Ufficio Protocollo del comune di Telgate (provincia di Bergamo), piazza Vittorio Veneto, 42 (tel. 035830121).

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Chi volesse avere ulteriori informazioni, per avere i moduli, può anche scrivere al sindaco alla mail: *sindaco@comune.telgate.bg.it Un’avvertenza: scrivere sarà soltanto il primo passo, poi, per ottenere il contributo, ci sarà da vincere la battaglia politica, cioè far sì che lo Stato e il Governo italiano si facciano carico delle necessità di chi ha bisogno approvando una legge che conceda anche agli italiani bisognosi (e non solo ai profughi) i 37 euro giornalieri. Una legge che oggi non esiste.
«L’ufficio del Comune è diventato un via vai di cittadini in difficoltà, che chiedono un aiuto, una mano. C’è il lavoratore in mobilità, l’operaio in cassa integrazione, chi ha i figli precari ed una pensione bassa, commercianti e imprenditori inchiodati dalla crisi. Questa umanità di persone, gente che ha sempre lavorato, mi ha spinto ad inviare ai cittadini del mio paese, Telgate, dove sono sindaco, i moduli sulla loro situazione finanziaria affinché io mi adoperi per fargli avere una legge che consenta pure agli italiani in difficoltà di ottenere i 37 euro giornalieri che vengono dati a chi richiede lo stato di profugo». Fabrizio Sala, Lega Nord, sindaco di Telgate, un comune della bergamasca, in Lombardia, terra che fu il nostro Nord ricco e produttivo, non ne poteva più di vedere la sua gente in difficoltà e di non poter muovere un dito. Lo spiega in questa intervista a «Il Tempo».

Sindaco Sala, come hanno risposto i suoi cittadini?

«Sa cosa mi ha colpito? La mia iniziativa è partita alcune settimane fa, ho cercato di farla conoscere e, anche a mia sorpresa, mi son trovato inondato di telefonate di colleghi sindaci, da tutte le parti di Italia, da Nord a Sud, che volevano girassi loro i moduli perché vogliono fare come me. Tra questi sindaci, non le dico i nomi perché sarebbe scorretto nei loro confronti, ce ne sono parecchi anche del Pd, di centrosinistra, non sono tutti della Lega, sa o del centrodestra. Cosa vuol dire questo, secondo lei?».

Ce lo dica lei?

«Vuol dire che chi amministra un paese, come me, o una media e grande città si rende conto che gli italiani in difficoltà aumentano e che bisogna fare qualcosa. Non è possibile che il nostro Stato impegni 37 euro giornalieri per i profughi, gli immigrati, e poi non si curi degli italiani che non ce la fanno. Dopo la crisi è arrivato il momento di pensare a noi stessi, alla nostra gente. Ha visto l’Inghilterra, la Francia, come si stanno muovendo sull’immigrazione? Questo disagio e questo impoverimento degli italiani deve trovare una risposta politica e soprattutto un aiuto. Lo stato centrale deve farsene carico. Perché in Parlamento, gli uomini di buona volontà non sposano la mia iniziativa? Li invito a farlo. Si parla tanto di reddito di cittadinanza, ma i 37 euro giornalieri ai profughi o ai migranti sono già un reddito di cittadinanza, a chi cittadino italiano non è. Io voglio che non esista più la disuguaglianza al contrario, cioè che ci si dimentichi della nostra gente».

Come pensa di muoversi, adesso che la sua proposta sta prendendo una rilevanza nazionale?

«A Telgate, la crisi ha colpito molte imprese. Siamo una zona industriale. La realtà, che non si può non guardare soprattutto se si fa politica, mi dice che devo continuare a spingere la mia campagna per ottenere dallo Stato italiano un impegno concreto e l’allargamento di questo contributo di 37 euro agli italiani. Prima le citavo le telefonate di colleghi sindaci ma, e non sa quanto mi abbia fatto piacere la cosa, ho ricevuto molte chiamate anche da semplici cittadini, da ogni parte d’Italia. Volevano sapere come reperire i moduli. Perché vede…»

Dica sindaco.

«Quando una persona che ha sempre lavorato onestamente incontra difficoltà economiche, quello è il momento in cui va sostenuta. Magari evitandogli la vergogna di chiedere, perché come cittadini italiani, dopo aver lavorato e pagato le tasse, hanno diritto ad essere aiutati dallo Stato. Per questo vi chiedo, a voi de Il Tempo, che potete, datemi una mano a far conoscere questa mia iniziativa». Gliela diamo sindaco e non da giornalisti. Da italiani.

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